Partendo da Dante, perseguitato, esule e cittadino del mondo ante litteram, ARTEVENTO costruisce il programma della sua 41a edizione come una piccola antologia della libertà , dedicata a tutte le donne e a tutti gli uomini che dal 1981 hanno volato e volano al Festival Internazionale dell’Aquilone della Città di Cervia, celebrando l’unità nella diversità come essenziale strumento di pace.

Con il cuore rivolto a tutti i membri della “famiglia del vento” che ancora non possono raggiungere Cervia per via delle restrizioni dovute alla pandemia, gli artisti partecipanti alla 41a edizione e provenienti da AUSTRIA, COREA, FRANCIA, GERMANIA, INGHILTERRA, ITALIA, PAKISTAN, POLONIA, OLANDA, PORTOGALLO, SPAGNA, SVIZZERA e UCRAINA s’incontrano per far volare alto l’aquilone, universale simbolo di libertà, emblema d’inclusione, accoglienza e multiculturalismo, cui affidare messaggi di pace e buon auspicio. Accadeva nell’antichità, per propiziare progetti, buoni raccolti e la felicità dei nascituri e accade ancor oggi, dal 25 Settembre al 3 Ottobre durante il Festival Internazionale ARTEVENTO che, facendosi interprete dello spirito di tutti i “volatori di aquiloni” che in 40 anni si sono incontrati a Cervia proprio per condividere un sogno, sceglie l’AFGHANISTAN LIBERO come PAESE OSPITE D’ONORE della 41° edizione.

1321-2021 ARTEVENTO PER DANTE 700
 Il tema della 41a edizione

IN VOLO PER L’AFGHANISTAN LIBERO
Lo spirito

LA LIBERTA’ LEGATA A UN FILO
La mostra

LE IMMAGINI DELLA FANTASIA NEL VENTO
Gli incontri

FRANCO ARMINIO
Il Premio Speciale per Meriti di Volo

ARTEVENTO PER DANTE 700

Fedele all’intenzione di promuovere un incontro di culture orientato alla contaminazione fra linguaggi diversi, in armonia con la sua vocazione artistica e ambientalista, col patrocinio del Comune di Ravenna e di Viva Dante 700 il festival dedica la sua 41aedizione al 700esimo anniversario della morte di Dante Alighieri e omaggia il Sommo Poeta facendone volare l’icona sulle ali della creatività sostenibile, oltre che nell’illustrazione a tema del poster 2021…

Nell’immagine ufficiale il padre della lingua italiana e della tradizione letteraria europea è ritratto in volo su una Cervia verde e gioiosa, perfettamente riconoscibile dai suoi simboli identitari: la Torre San Michele, i Magazzini del Sale, le saline, i fenicotteri, i trabaccoli, la pineta e, naturalmente, gli aquiloni del festival che restituiranno per l’occasione, nelle interpretazioni degli ospiti internazionali, originali rivisitazioni del profilo simbolo della nostra cultura nel mondo.

Così Dante diventa tema suggerito agli artisti del vento e spunto degli approfondimenti in programma, ma anche simbolo di un’edizione speciale attraverso L’Aquilone di Dante e l’annullo postale della 41° edizione.

IL LABORATORIO DIDATTICO L’AQUILONE DI DANTE

 In un momento storico delicatissimo, e nel contesto di un festival nuovamente riprogrammato in autunno per effetto della pandemia, è attraverso l’Aquilone di Dante – disegnato da Caterina Capelli per il Museo dell’Aquilone e oggetto dei laboratori didattici in programma – che ARTEVENTO attribuisce alla storica ricorrenza un significato speciale, da condividere con gli artisti e il pubblico per auspicare collettivamente l’inizio di un nuovo capitolo, tanto per la cultura quanto per la società e per l’ambiente.

Onorando una curiosa coincidenza etimologica, il festival s’ispira, infatti, alla chiusura del 34° e ultimo canto dell’Inferno per un omaggio alla comunità che parte dai bambini, diventando non solo metafora del “viaggio” esistenziale dei giorni nostri, ma anche leitmotiv di un pensiero positivo e resiliente da trasmettere, in un’atmosfera di condivisione, agli adulti di domani. “E quindi uscimmo a riveder le stelle” è il verso con cui Dante descrive la contemplazione del limpido cielo notturno in cui il suo sguardo e quello di Virgilio si perdono nella “pura felicità” di un presagio di speranza in grado di rasserenarli appena giunti alla spiaggia dell’”antipurgatorio” dopo le tenebre dei gironi infernali… E se il richiamo alle attuali contingenze storiche è naturalmente inevitabile perché in quel passaggio dall’oscurità alla luce non possiamo non scorgere una metafora della pandemia, l’attenzione va però tutta rivolta a quelle stelle che splendono finalmente nel cielo limpido dopo l’angoscia dell’oscurità: una splendida coincidenza, infatti, vuole che “stella” o “cometa” siano i termini usati da diverse culture del mondo proprio per indicare gli aquiloni che, con il progetto del festival tornano a costellare di una luce di speranza il nostro cielo. Simboli perfetti della libertà, essi tracciano fra le nuvole le rotte di una beneaugurante magia che permette di ritrovare poeticamente il bambino che sopravvive in ciascuno di noi e di farci interpreti di un cambiamento per un futuro orientato alla condivisione, all’edutainment e alla creatività sostenibile.

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L’ANNULLO POSTALE

Dopo il timbro dell’edizione 2018 e i due dell’edizione 2019, Filatelia Poste Italiane torna a storicizzare ARTEVENTO CERVIA con l’annullo speciale commemorativo del 41° Festival Internazionale dell’Aquilone dedicato al 700esimo anniversario della morte di Dante e rappresentante la stilizzazione dell’aquilone dedicato.

L’annullo verrà eseguito durante il servizio filatelico temporaneo attivato nel Villaggio del Festival presso la reception ARTEVENTO Domenica 26 Settembre dalle ore 10.30 alle ore 18.30 e successivamente, per 120 giorni, presso l’ufficio postale della Città di Cervia.

LA LIBERTA’ LEGATA A UN FILO

DISEGNI DI GIANLUCA COSTANTINI

Mostra itinerante a cura di

L’antico aforisma cinese “gli aquiloni credono che la terra sia legata ad un filo” – da sempre spunto della narrazione di ARTEVENTO per trattare il tema della fragilità in riferimento sia all’ambiente che alle relazioni umane – suggerisce i titolo per la tappa al festival della mostra itinerante promossa da 6000 sardine e Amnesty International Italia e partita da Bologna in occasione del trentesimo compleanno di Patrick Zaki.

L’incontro internazionale dedicato all’oggetto volante che materializza il concetto stesso di “libertà legata a un filo”, e cui da oltre 2500 anni l’uomo affida messaggi di buon auspicio, come ancor oggi avviene con la richiesta di scarcerazione di Zaki, diventa così la galleria a cielo aperto ideale per ospitare i disegni di denuncia di Gianluca Costantini: 50 ritratti di prigionieri ingiustamente detenuti, graficamente legati da un filo spinato che il festival vuole metaforicamente cancellare attraverso l’azione collettiva che si svolge nello spazio della mostra stessa, nel Villaggio del Festival, sulla Spiaggia di Pinarella di Cervia.

Nel cuore dell’evento che da 41 anni celebra l’unità nella diversità ospitando una comunità inclusiva e multiculturale, i volti ritratti dal fumettista occupano lo spazio dello sguardo fra la pineta e il mare, mentre la famiglia internazionale delle donne e degli uomini del vento interpreta metaforicamente, attraverso uno degli spettacoli di “volo di aquiloni” più seguiti al mondo, una poetica e corale richiesta di giustizia…

Nato a Ravenna nel 1971 e diplomato all’accademia delle Belle Arti di Bologna nel 1995, dopo la pubblicazione di storie a fumetti per lo più incentrate sulla decorazione, dal 2004 GIANLUCA COSTANTINI coniuga la sua arte all’attivismo per i dritti umani, tanto da inimicarsi diversi governi dittatoriali proprio a causa delle sue tavole illustrate.
Sintesi di un intenso lavoro giornalistico, i suoi disegni rinunciano ai dettagli a favore di un tratto deciso ed essenziale che identifica fortemente l’autore, garantendo l’efficacia, ovvero la rapidità di lettura, di un’opera che intende trasmettere con chiarezza un forte messaggio di denuncia. Le sue vignette e le sue storie sono apparse sui più importanti giornali nazionali e internazionali, dal Corriere della sera a Internazionale, da Le Monde Diplomatique a Pagina99, da LeMan a World War Illustrated e le sue illustrazioni sono state impiegate durante il HRW Film Festival di Londra e Toronto, il FIFDH Festival dei diritti umani di Ginevra, il Festival dei Diritti Umani di Milano e il Festival di Internazionale a Ferrara.Collaboratore di organizzazioni come ARCI, Oxfam, Amnesty International, ActionAid, DiEM25 e dell’artista cinese Ai WeiWei, Costantini è autore di numerosi fumetti come Fedele alla linea, Diario segreto di Pasolini, Pertini fra le nuvole, Arrivederci Berlinguer, Cena con Gramsci, Julian Assange dall’etica hacker a Wikileaks per le Edizioni Becco Giallo; Cattive abitudini, L’ammaestratore di Istanbul e Bronson Drawings per GIUDA edizioni e Officina del macello per Eris Edizioni.

LE IMMAGINI DELLA FANTASIA NEL VENTO

Proprio come le tavole illustrate per un libro di fiabe, esiste un oggetto molto speciale in grado di vivificare la magia che alberga nello spazio dell’anima, in quel luogo preciso dove la curiosità s’incontra emozionalmente con il sogno di ritrovare il bambino che sopravvive per sempre in ognuno di noi…

Quell’oggetto speciale è l’aquilone, e l’affinità elettiva tra due mondi che volano nello spazio libero della fantasia alimenta l’incontro prezioso tra due festival internazionali impegnati da decenni a promuovere in Italia le vie dell’immaginazione: le immagini della fantasia possono così per la prima volta spiccare il volo, sancendo un felice connubio creativo tra ARTEVENTO e Fondazione Štĕpán Zavřel, ovvero tra il Festival Internazionale dell’Aquilone di Cervia e la Mostra Internazionale dell’Illustrazione per l’Infanzia di Sarmede, giunta quest’anno alla 38° edizione.

INCONTRO CON L’ILLUSTRATORE MICHAEL BARDEGGIA
Domenica 26 Settembre Ore 16.30 – Palco Area Esibizioni

Nato a Pesaro nel 1993 e laureato in “Edizioni ed Illustrazione per la Grafica d’Arte” all’Accademia di Belle Arti di Urbino, l’illustratore e incisore MICHAEL BARDEGGIA ha ottenuto numerosi riconoscimenti in ambito sia nazionale che internazionale e nel 2020 ha esposto 12 opere alla 37° Mostra Internazionale d’Illustrazione alla Fondazione Štěpán Zavřel di Sarmede. Vincitore al concorso Inchiostro Festival di Alessandria “Lustro” (2018); partecipa alla mostra della Bologna Children’s Book Fair 57° edizione ed è tra i 50 finalisti della Golden Pinwheel Young Illustrators Competition di China Shanghai International Children’s Book Fair; attualmente è presente alla 3° edizione de “L’illustrazione per ragazzi: Eccellenze italiane” alla Bologna Children’s Book Fair – a cura dalla Giannino Stoppani/Accademia Drosselmeier – e alla Mostra Internazionale d’illustrazione di Tapirulan di Cremona.
Al 41°Festival Internazionale dell’Aquilone ARTEVENTO CERVIA Bardeggia presenta “Dante il mì babbo”, Chiara Lossani & Michael Bardeggia, edizioni ARKA, 2020.

INCONTRO CON L’AUTRICE FEDERICA IACOBELLI
E CON L’ARTISTA DEL VENTO ELIANA MESTRINER
Sabato 2 Ottobre Ore 16.30 – Palco Area Esibizioni

La contaminazione tra l’arte del vento e il mondo dell’illustrazione trova originale compimento nell’opera di Eliana Mestriner che trasforma in aquilone una delle tavole realizzate dall’illustratrice olandese Puck Koper per il libro “Giulietta & Federico”, scritto da Federica Iacobelli per Camelozampa edizioni.

Dopo la visita nell’anno dedicato a Fellini, l’autrice torna ad ARTEVENTO per celebrare i 100 anni dalla nascita di Giulietta Masina e presentare la poetica vicenda di Cico e Pallina accompagnata dal volo dell’aquilone che racconta la favola d’amore degli alter ego illustrati di Giulietta Masina e Federico Fellini.

Laureata in lettere antiche, specializzata in giornalismo e sceneggiatura, FEDERICA IACOBELLI è scrittrice, sceneggiatrice, drammaturga e docente all’ISIA di Urbino e in corsi di alta formazione e universitari.Le sue opere, specie quelle per i lettori più giovani, nascono spesso dall’incontro con la memoria di vite vere e il linguaggio di arti diverse. I romanzi La città è una nave (Topipittori, 2011), Storia di Carla (Pendragon, 2015), i racconti Uno studio tutto per sé (MottaJunior 2007, Premio Pippi scrittrici per ragazzi 2008), Il portico più lungo del mondo (Minerva, 2019) e Lev della radura (RueBallu, 2020), gli albi MisterP (con Chiara Carrer, Topipittori, 2009) e Giulietta e Federico (con Puck Koper, Camelozampa, 2020) sono alcune delle sue pubblicazioni. Dal 2019 dirige la collana di letteratura teatrale per giovani lettori “I gabbiani” (Edizioni primavera).

“Abbiamo bisogno di contadini,
di poeti, gente che sa fare il pane,
che ama gli alberi e riconosce il vento.”

 

da
“Cedi la strada agli alberi – Poesie d’amore e di terra”
2017 Casa Editrice Chiarelettere

FRANCO ARMINIO

INCONTRO CON L’AUTORE
CONSEGNA DEL PREMIO SPECIALE PER MERITI DI VOLO
Sabato 2 Ottobre Ore 11.00 – Palco Area Esibizioni

Il 41° Festival Internazionale dell’Aquilone assegna il Premio Speciale per Meriti di Volo 2021 al poeta e “paesologo” Franco Arminio.

Già idealmente legato attraverso il sottile filo di un aquilone ad ARTEVENTO – che nel 2012 organizza uno spettacolo proprio nella sua città natale, Bisaccia in provincia di Avellino – Arminio è considerato “uno dei poeti più importanti del nostro paese”, “il migliore – secondo Roberto Saviano – che abbia mai raccontato il terremoto e ciò che ha generato”. Scrittore, regista, documentarista, collaboratore di diverse testate nazionali, maestro elementare e organizzatore ad Aliano del festival “La Luna e i calanchi”, è anche promotore di numerose battaglie civili con lo sguardo sempre rivolto alla questione ambientale ed ecologica. Ed è proprio per questo motivo, oltre che per la sua poesia che ha per argomento la bellezza del mondo, che il festival è lieto di assegnargli il premio proprio nell’anno in cui la comunità ha maggiormente bisogno di riappropriarsi, anche tramite l’arte, di un salvifico senso di appartenenza alla natura e al territorio.

Encomiabile autore, insignito di prestigiosi premi letterari per i suoi libri “Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi di paesologia” (Laterza, 2008), “Cartoline dai morti” (Nottetempo Edizioni), “Terracarne” (Mondadori, 2011) e “Cedi la strada agli alberi” (Chiarelettere Edizioni, 2017), Franco Arminio viene premiato da ARTEVENTO come ideologo e promotore di quella “rivoluzione del guardare” che titola anche il suo ultimo libro edito da Bompiani, “La cura dello sguardo” . Immense, pur nella semplicità del linguaggio, le sue immagini poetiche restituiscono quella che Alberto Savinio definiva la “profondità della superficie”, svelando lo spessore filosofico della realtà, perché negli eventi, anche banali, della nostra esistenza è già contenuto il germe di ogni profondità, valore ed essenza.

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